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title: "Eugenio Monti: il fair play che vale oro"
description: Il nuovo film tv Rai Rosso Volante racconta la vita e le sfide di Eugenio Monti, atleta 7 volte campione del mondo nel bob e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Grenoble del ’68.
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date: 2026-03-09
author: Lorenzo Sernicola
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# Eugenio Monti: il fair play che vale oro

![Eugenio Monti: il fair play che vale oro](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/03/monti_ladership-tVQCTf-1024x683.jpg)

Il nuovo film tv Rai ***Rosso Volante*** racconta la vita e le sfide di **Eugenio Monti**, atleta **7 volte campione del mondo nel bob **e** medaglia d’oro** alle Olimpiadi di Grenoble del ’68. Ricordato come uno dei più grandi atleti italiani di sport invernali, a lui è dedicata la** pista olimpica di bob di Cortina d’Ampezzo**, dove si sono tenute le Olimpiadi invernali 2026.

Ma il film può essere letto anche come un interessante **case study manageriale**. La vicenda di Monti mostra infatti come visione di lungo periodo, etica professionale, resilienza e lavoro di squadra possano trasformare un grande atleta in un’icona duratura.

Diretto da **Alessandro Angelini** e interpretato da **Giorgio Pasotti**, il film è liberamente ispirato al libro *Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda* di Stefano Rotta. Nel cast figurano anche **Andrea Pennacchi, Denise Tantucci, Stefano Scandaletti** e **Maurizio Donadoni**.

Il film è stato inserito nel programma dell’**Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026**, un’iniziativa pensata per **ispirare il pubblico internazionale** e valorizzare il patrimonio culturale e artistico, sia materiale che immateriale, del nostro Paese attraverso lo sport. In questo senso, *Rosso Volante* non è solo un biopic sportivo: è anche un racconto capace di** collegare generazioni diverse** e di avvicinare i più giovani ai valori olimpici.

## Il bullone di Innsbruck: quando il fair play è un investimento

Il momento chiave del racconto è ambientato ai Giochi olimpici invernali di **Innsbruck 1964**. Monti ha già vinto molto, ma non l’oro olimpico. L’atleta realizza un** tempo eccezionale**, ma durante la gara si accorge che il rivale britannico Tony Nash ha perso un bullone. Senza pensarci un attimo, **gli cede il proprio**.

Un** gesto di grande lealtà sportiva **che permette agli inglesi di vincere l’oro, mentre l’Italia deve accontentarsi del bronzo. Per il suo eccezionale esempio di fair play, il Comitato olimpico internazionale (Cio) premia Monti con il** trofeo Pierre De Coubertin**, considerato la più alta onorificenza per un atleta.

L’episodio del bullone è il punto di partenza di un racconto che ripercorre i quattro anni che portano Eugenio Monti (‘Rosso Volante’, come lo soprannominerà il **giornalista sportivo Gianni Brera** per la sua audacia e il colore dei suoi capelli) a vincere l’agognata medaglia d’oro alle **Olimpiadi invernali di Grenoble nel 1968**. Quattro anni di tenacia, cadute e speranze di un campione di grande talento che ha sempre sfidato la vita. Una storia di sport, amore, amicizia, coraggio.

## Rosso Volante: Il Roi della lealtà e la strategia dell’eccellenza

Nel 1964, Eugenio Monti compie un gesto che, in termini aziendali, sembrerebbe **un sabotaggio** dei propri** Key Performance Indicator (Kpi)**. Cedendo un bullone al rivale Tony Nash, Monti **rinuncia al profitto immediato** (l’oro olimpico) per salvaguardare l’integrità del ‘mercato’ in cui opera: la competizione stessa.

Monti ci insegna che la **brand reputation** vale più di un singolo successo trimestrale. Ricevendo il trofeo Pierre De Coubertin, il ‘Rosso Volante’ ottiene un **ritorno d’immagine globale** che posiziona il suo nome nell’olimpo dei leader, ben prima di incassare il dividendo più prezioso: l’**oro di Grenoble ’68**.

Il film racconta i quattro anni in cui Monti mette mano, insieme, alla tecnica e alla mentalità: una **fase di riposizionamento** costruita su correzioni continue, allenamento e capacità di rialzarsi. Tra il 1964 e il 1968 non ‘amministra’ ciò che ha, ma **lavora come in un percorso di Ricerca & Sviluppo (R&S)**: analizza gli errori, riduce i rischi, ottimizza la performance. E sul piano della **leadership** la lezione è netta: nel bob a due non esiste l’uomo solo al comando. Serve un** team sincronizzato**, perché a quelle velocità il coordinamento è vitale per non uscire fuori pista.

## La resilienza come asset strategico: gestire il ‘down-time’

Nella carriera di Monti, il periodo tra il 1964 e il 1968 non è una semplice attesa, ma una fase di **Business continuity planning**. La resilienza, in questo contesto, non è solo ‘resistenza’, ma è la capacità di trasformare un fallimento tecnico (in questo caso un bronzo amaro) in un **volano di innovazione**.

Dopo Innsbruck, Monti non cambia mercato (il bob), ma **affina il prodotto**. Analizza le criticità, assorbe l’urto della sconfitta e ricalibra l’obiettivo su Grenoble. È la metafora del leader che, davanti a un trimestre in rosso, non smantella l’azienda ma **investe in formazione e nuove tecnologie **per tornare competitivo.

## Il bob come metafora del ‘Cross-functional team’

Se Monti è il T**op manager** (il pilota), il suo frenatore rappresenta il **comparto operativo** fondamentale. Nel bob, la **sincronizzazione non è un optional**: è il presupposto della stabilità.

Il successo di Monti dimostra che nessuna leadership, per quanto carismatica, può vincere senza un **team allineato**. La fase di spinta iniziale è il ‘**Go-to-Market**‘: se i membri del team non corrono alla stessa velocità e non saltano a bordo con un** timing perfetto**, la traiettoria sarà inefficiente.

Una volta in pista, il pilota deve potersi fidare ciecamente di chi sta dietro. È la perfetta metafora della **delega responsabile**: il leader traccia la rotta, ma il team garantisce la stabilità e la frenata nei momenti critici. Senza questa coesione, il ‘Rosso Volante’ sarebbe stato solo un solista veloce, ma non un campione olimpico. La storia di Eugenio Monti ci ricorda che la **sostenibilità nel successo** passa per il coraggio di sfidare i propri limiti senza mai compromettere i valori core.

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