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title: ERP ed EPM, strutturare il processo per sfruttare il potenziale dell’AI
description: "C’è un’immagine che descrive il rapporto tra Intelligenza Artificiale (AI) e sistemi gestionali meglio di qualsiasi altra spiegazione. Quella che paragona l’AI a un bambino di sei anni chiuso in una casa di cristallo: impara con una rapidità sorprendente, ma senza barriere e regole intorno a sé più..."
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date: 2026-07-31
author: Lorenzo Sernicola
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# ERP ed EPM, strutturare il processo per sfruttare il potenziale dell’AI

![ERP ed EPM, strutturare il processo per sfruttare il potenziale dell’AI](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/07/1781186538510-e1785420002804-5mwYDe-1024x700.jpg)

C’è un’immagine che descrive il **rapporto tra Intelligenza Artificiale (AI) e sistemi gestionali** meglio di qualsiasi altra spiegazione. Quella che paragona **l’AI a un bambino di sei anni chiuso in una casa di cristallo**: impara con una rapidità sorprendente, ma senza barriere e regole intorno a sé più che produrre risultati, rischia di fare danni. Traslato in azienda, il parallelismo proposto da **Paola Pomi, Amministratore Delegato di Sinfo One**, vuol dire andare incontro a seri pericoli. Per fortuna, però, le barriere di cui parla l’imprenditrice, esistono e **si chiamano “processo” e “governance”**; e tra gli strumenti che lo definiscono, lo presidiano e lo rendono misurabile ci sono gli **Enterprise resource planning (ERP) e gli Enterprise performance management (EPM)**.

È partendo da questo presupposto che si sono affrontati i **temi più di frontiera della tecnologia** per le imprese **all’interno di “Colazione Da Oracle”**, iniziativa nella sede milanese del colosso americano promossa dalla società di consulenza IT, **partner sulle nuove frontiere dell’AI**. Al centro del confronto più che lo strumento è stato messo il **percorso che porta un’azienda a decidere meglio e più in fretta**.

## L’attesa che supera l’azione

Il punto di partenza è stata la **fotografia del mercato restituita dalla Survey 2026** sulle soluzioni EPM in Italia, presentata da **Mirko Menecali, Partner & Analytics Division Lead di Sinfo One**. Il campione, nell’edizione 2026 composto da 87 professionisti concentrati sui settori manifatturieri core – Food & Beverage, Meccanica ed Elettronica, Automotive, Chimico-Farmaceutico, saliti da circa un terzo rispetto alla rilevazione precedenti (quasi l’80% del totale) – racconta un **mercato in piena transizione**.

Sul fronte dell’AI, il quadro emerso è quello di una **grande attesa che fatica a tradursi in azione**: quasi la **metà delle aziende (44,8%) prevede di adottare la tecnologia** nei processi EPM in un arco di tempo non inferiore ai 12 mesi, circa **il 17% la sta valutando nel breve periodo**, mentre poco meno del **18% non ne prevede alcuna integrazione**. Tuttavia, è interessante evidenziare che **solo un’azienda su cinque ha un progetto concreto a breve termine** e che circa il 60% del campione è, di fatto, ancora fermo.

Da rilevare che ciò che frena l’adozione non ha nulla di tecnologico: **scarsità di risorse (41,4%)**; mancanza di competenze interne (37,9%); eccesso di attività manuali e ripetitive (34,5%) segnale almeno della **presa di coscienza del peso dei processi non automatizzati**. Come ha osservato Menecali, **la tecnologia disponibile supera ormai la capacità organizzativa di adottarla**: il vero limite non è lo strumento, ma il processo e i dati su cui lo strumento dovrebbe lavorare.

Tornando alla survey, uno dei dati che più colpisce è quello secondo cui **solo il 13,8% delle aziende opera su un’unica piattaforma EPM integrata**, capace di accogliere in modo coerente dati interni ed esterni provenienti da più sistemi; oltre **un terzo del mercato lavora ancora su processi frammentati**. La conclusione è chiara: una data strategy strutturata è la condizione necessaria per ogni passo successivo, AI compresa.

## L’EPM esce dall’area Finance

Nel frattempo, **l’EPM sta uscendo dai confini strettamente legati all’area Finance**. La chiusura e il consolidamento contabile restano i processi più gestiti (75,9%), seguiti da budgeting (72,4%) e forecasting (65,5%), ma **crescono il demand planning e soprattutto il reporting ESG**, già adottato dal 44,8% del campione: un’adozione sorprendente per un tema considerato emergente, spinta più dalle richieste di banche e Supply chain che dall’obbligo normativo.

Le piattaforme EPM, in altre parole, stanno diventando il **tessuto connettivo della gestione aziendale** e non più uno strumento esclusivo dell’area amministrazione e finanza. Lo conferma anche la composizione del campione: **per la prima volta i responsabili IT e i CIO (51,7%) hanno superato i CFO (37,9%)**, segno che la governance del dato è ormai una responsabilità condivisa tra più funzioni aziendali.

La gerarchia tra gli strumenti è stata riassunta da **Stefano Iorio, Master Principal Solution Engineer di Oracle**: l’ERP dice all’azienda ‘che cosa sta facendo’ (per esempio quanti prodotti ha a magazzino); **l’EPM dice ‘come lo sta facendo’, confrontando i risultati con le aspettative**; l’AI, infine, risponde alla domanda sull’accuratezza delle informazioni, attingendo anche a fonti esterne al perimetro del singolo cliente. Tre livelli distinti, che appartengono però a un’unica catena.

## L’AI entra nel gestionale

Se l’AI non sostituisce il gestionale, **qual è il rapporto virtuoso tra le due tecnologie?** Nel caso della piattaforma JD Edwards, Sinfo One, insieme con Fusion5 – partner australiano del network Redfaire International di cui la società di Parma fa parte da 10 anni – ha sviluppato una **soluzione di AI che consente di dialogare con il gestionale in linguaggio naturale**: si può interrogare l’ERP – per esempio rispetto a fatturato, quantità, clienti, ordini aperti, crediti, previsioni di vendita – e chiedergli di compiere azioni; inoltre è possibile **costruire agenti AI su misura da affiancare ai 25 specializzati già disponibili** sui singoli moduli.

Il cambio di paradigma è stato descritto da **Paolo Borriello, Master Principal di Oracle**: se in passato a interrogare il gestionale e il database era un utente umano, **ora il nuovo ‘utente’ può essere anche un agente che accede all’ERP e ai suoi dati**. Ma attenzione, come dice Pomi: **l’AI non ‘scavalca’ il gestionale**; meglio sarebbe dire che lo attraversa – anche grazie all’Orchestrator di JD Edwards –  e restituisce le **informazioni per monitorare i fenomeni che interessano il management**.

È questa, l’essenza di quella che viene chiamata “***digital workforc****e*”: la capacità di lavoro digitale che nasce **dall’incontro tra le piattaforme sviluppate dal vendor e le competenze dei partner** che – nel caso della multinazionale Usa – hanno volutamente ampia libertà di sviluppo. Da questa stessa visione **l’AI si può descrivere come un ‘collega digitale’**, che accompagna l’utente nelle sue attività senza sostituirlo.

## Una soluzione ‘ponte tra mondi’

Perché ERP, EPM e Analytics parlino davvero la stessa lingua serve, però, un elemento di raccordo. Nel caso di Sinfo One, **la soluzione si chiama Si By** ed è la data platform proprietaria sviluppata in 15 anni di lavoro sulla Business Intelligence, attraverso un **team dedicato on più di 25 persone e oltre 80 clienti**. La soluzione funziona come un **hub di consolidamento**: raccoglie i dati del gestionale, li ‘pulisce’ e li standardizza, rendendoli **fruibili a un sistema EPM o agli strumenti di analisi**, costruendo quella *single* *source of truth* condivisa che è il presupposto di ogni decisione affidabile.

La sua forza, per le aziende della Manifattura, sta nella concretezza**: la soluzione offre connettori precostituiti per i processi critici di settore** – Sales & Distribution, Procurement, Inventory Management e Financial Accounting – con svariate metriche, report e dashboard già pronti all’uso. Questo significa rendere nativa e automatizzata l’integrazione tra l’ERP e i sistemi di pianificazione e simulazione, eliminando i costi e i tempi delle personalizzazioni su misura e accelerando il ritorno sull’investimento. Il principio – emerso più volte nel corso dell’iniziativa promossa da Sinfo One – è che **Si By non sostituisce l’esistente, ma si aggiunge a esso**: aggiunge integrazione e proprio per questo non impone all’azienda di smontare ciò che già funziona.

## Decidere partendo dai processi

Per capire che cosa abilita la soluzione, sono stati presentati **quattro casi concreti di aziende** – parte del Made in Italy manifatturiero – già al lavoro con questa tecnologia. Si tratta di storie diverse, ma che hanno un **denominatore comune**: l’analisi, la simulazione e la pianificazione funzionano perché sotto di esse c’è un processo codificato e un dato governato.

Per esempio, una **storica realtà vitivinicola di Montalcino** ha implementato una soluzione EPM la cui chiave di successo è stata la **solidità dell’integrazione con l’ERP**: la base affidabile – informazioni di vendita, costo e inventario – permette di **arricchire il controllo e la pianificazione commerciale** con dati esterni, raccolti automaticamente dal web e da banche dati terze.

Un’altra prestigiosa realtà vinicola che riunisce sei cantine tra Franciacorta, Toscana e Sardegna, ha invece costruito **un’architettura cloud integrata interamente su infrastruttura Oracle** (JD Edwards come ERP operativo, Oracle EPM per la pianificazione della domanda e il budget, Oracle Analytics per il reporting direzionale) con **Si By che riveste il ruolo di collante** ed è chiamata a operare per orchestrare i flussi tra i sistemi  garantendo coerenza, qualità e tempestività lungo l’intera catena decisionale.

Più orientato alla produzione il caso di un’importante azienda manifatturiera internazionale, dove la sfida era **integrare la pianificazione della domanda con la gestione operativa** in uno dei contesti manifatturieri più avanzati al mondo: ne è nato un processo capace di **conciliare la flessibilità degli strumenti **da ufficio con il calcolo previsionale algoritmico e la governance del dato propria di una grande impresa.

Infine l’ultima azienda, punto di riferimento globale per il Food & Beverage, rappresenta un approccio maturo all’EPM: **la piattaforma presidia l’intero ciclo di governo della performance** – dalla pianificazione strategica al budgeting, dal controllo della marginalità fino al consolidamento di gruppo a fini gestionali e statutari – ed **elimina i silos informativi** per garantire un flusso continuo di dati dal piano industriale al bilancio consolidato. Il risultato è una visione unica e coerente della performance, su basi dati certificate, che consente di simulare scenari, analizzare gli scostamenti e decidere in tempi rapidi.

## Il vero collo di bottiglia

Teoria e pratica aiutano a **smorzare i facili entusiasmi intorno all’AI**, visto che spesso c’è l’idea che la tecnologia, da sola, possa colmare le lacune . Partendo dalle informazioni della survey presentata da Sinfo One, è chiaro **che la tecnologia c’è ed è matura**; ma è ancora inutilizzabile laddove mancano la data governance, le competenze e processi puliti su cui poggiarla. Dunque, **il collo di bottiglia è organizzativo prima che tecnologico**.

Torniamo allora al messaggio lanciato nell’incontro  evitando gli slogan altisonanti in favore della solidità e del pragmatismo: **l’AI non sostituisce i gestionali** né è una tecnologia in contrasto con essi, ma ha un senso se convive con gli ERP. I gestionali definiscono e presidiano il processo, mentre **soluzioni come Si By assicurano l’integrazione**. Su queste fondamenta, **l’AI può accelerare il percorso che dal dato porta alla decisione**. Toglierle quelle fondamenta significherebbe, per tornare alla metafora di Pomi, riportare il “**bambino di sei anni nella casa di cristallo**”: grande potenziale, ma senza le pareti che permettono alla tecnologia di muoversi con agilità e in sicurezza, disastro assicurato.  

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