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title: Dinova, quattro anime per affrontare il cambiamento tecnologico
description: Nata dalla fusione di quattro realtà specializzate, Dinova riunisce competenze che spaziano dall’Intelligenza Artificiale (AI) alla cybersecurity, fino al cloud e alle infrastrutture. La società è stata costituita due anni fa all’interno del Gruppo Maggioli, che aveva acquisito nel tempo le quattro...
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date: 2026-09-01
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/dinova-quattro-anime-per-affrontare-il-cambiamento-tecnologico/
categories: [Contenuti]
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# Dinova, quattro anime per affrontare il cambiamento tecnologico

![Dinova, quattro anime per affrontare il cambiamento tecnologico](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/09/Boscato-fmZHQA-1024x643.jpg)

Nata dalla fusione di quattro realtà specializzate, **Dinova riunisce competenze** che spaziano dall’Intelligenza Artificiale (AI) alla cybersecurity, fino al cloud e alle infrastrutture. La società è stata costituita due anni fa **all’interno del Gruppo Maggioli**, che aveva acquisito nel tempo le quattro aziende, con l’obiettivo di riunirne le competenze e rivolgersi soprattutto al mercato delle medie e grandi imprese. “L’obiettivo è costruire un player capace **di offrire servizi end-to-end** mantenendo agilità, velocità e competenze specialistiche”, spiega Cristiano Boscato, CEO di Dinova.

Il progetto nasce quindi **dall’integrazione di specializzazioni complementari**, con l’obiettivo di rafforzare il proprio posizionamento nelle attuali aree di specializzazione anche tramite acquisizioni. Come racconta Boscato, il gruppo **supera attualmente i 40 milioni** di euro di ricavi a bilancio e raggiunge circa 100 milioni considerando il business complessivo. Nell’ultimo anno l’Ebitda è cresciuto di oltre il 20%.

## La logica della boutique

La crescita dimensionale non dovrebbe tradursi, nella visione di Dinova, in una perdita di flessibilità. “Vogliamo **mantenere una logica da boutique**, non legata al prezzo ma alla capacità di fare bene le cose e alle competenze”, racconta Boscato. È una caratteristica che il CEO associa anche alla **giovane età media dei collaboratori,** circa 33 anni, e a un’impostazione che conserva una mentalità da startup pur partendo da una struttura già consolidata.

La strategia di sviluppo passa anche dalle acquisizioni. Dopo il rafforzamento della cybersecurity, il gruppo ha **investito nelle infrastrutture e nel cloud** e guarda a nuove operazioni per completare le proprie competenze tecnologiche, dal networking al cloud fino a Kubernetes e DevOps.

L’AI attraversa invece trasversalmente queste aree. Dinova dispone di un gruppo interno di ricerca e sviluppo che lavora a supporto delle diverse attività e **utilizza l’AI nell’analisi dei dati**, nella revisione dei processi e nell’introduzione di agenti all’interno delle organizzazioni. Il ruolo della società è anche quello di **orientare le imprese** in un mercato nel quale l’offerta tecnologica cresce rapidamente e non è sempre semplice individuare le soluzioni più adatte.

## La conoscenza come patrimonio aziendale

Il rapporto tra tecnologia, organizzazione e persone non è però nato con l’AI Generativa. Una parte di questa storia risale a Interacta, prodotto sviluppato da Injenia (una delle quattro società convogliate in Dinova) a partire dal 2015 per rispondere a un problema concreto: trasferire la conoscenza all’interno delle organizzazioni grazie alla tecnologia.

Il primo progetto, realizzato con una grande realtà del Food italiano, riguardava **la manutenzione delle linee produttive** e la difficoltà di trasferire il *know how* dei lavoratori prossimi alla pensione. Da questa esperienza è nato uno **strumento di knowledge management**, successivamente evoluto anche in una piattaforma di comunicazione e collaborazione interna.

Oggi Dinova sta provando a spingere questo approccio oltre la semplice gestione della conoscenza. Le applicazioni riguardano l’analisi delle competenze e dei cambiamenti organizzativi, ma anche dinamiche meno tangibili che influenzano il funzionamento delle imprese. “A parità di dati, le decisioni possono dipendere anche dalla **propensione al rischio** di chi decide: sono elementi che normalmente non vengono rilevati”, osserva Boscato.

## L’ostacolo è culturale

Proprio il confronto con le aziende porta il CEO a individuare una criticità che precede la tecnologia. Lentezza, scarsa capacità di analizzare i processi e una **cultura del dato ancora debole** sono, secondo Boscato, alcuni dei principali ostacoli all’utilizzo dell’AI. Il problema non è soltanto scegliere lo strumento, ma comprendere **su quale processo intervenire**, quali dati siano disponibili e quale risultato si voglia ottenere.

La questione riguarda in particolare le PMI, che potrebbero sfruttare l’AI per accedere a capacità oggi difficili da sostenere internamente. Una piccola impresa, per esempio, potrebbe utilizzare **agenti intelligenti per costruire** una funzione di marketing che non dispone di risorse dedicate.

È anche in questa prospettiva che Boscato guarda al rapporto tra tecnologia e sistema produttivo italiano. Non ritiene necessario importare modelli organizzativi stranieri: l’AI può piuttosto **amplificare caratteristiche già presenti** nelle imprese italiane, dalla creatività alla flessibilità, fino alla competenza artigianale.

Per Dinova, dunque, il futuro delle imprese vedrà combinarsi crescita e **ampliamento delle competenze** con un lavoro sempre più orientato all’AI e alla **conoscenza organizzativa**. La sfida sarà mantenere, insieme all’aumento delle dimensioni, quella capacità di interpretare i problemi e costruire soluzioni su misura che rappresenta il Dna dell’approccio di Dinova.

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