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title: "Dati Mediobanca: le aziende tengono, ma non ripartono"
description: C’è luce in fondo al tunnel, ma è ancora fievole. E il lavoro da fare è molto. È questo il quadro che emerge rispetto al fatturato delle grandi imprese italiane dall’edizione 2026 di “Dati Cumulativi di 1700 Società Italiane”, (dati 2016-2025) pubblicato dall’Area Studi di Mediobanca che ogni anno f...
date: 2026-09-29
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/dati-mediobanca-le-aziende-tengono-ma-non-ripartono/
categories: [Contenuti]
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# Dati Mediobanca: le aziende tengono, ma non ripartono

**C’è luce in fondo al tunnel**, ma è ancora fievole. E il lavoro da fare è molto. È questo il quadro che emerge rispetto al fatturato delle grandi imprese italiane dall’edizione 2026 di “**Dati Cumulativi di 1700 Società Italiane**”, (dati 2016-2025) pubblicato **dall’Area Studi di Mediobanca che ogni anno fotografa i bilanci delle aziende**, industriali e terziarie, quasi tutte con oltre 500 dipendenti. L’evidenza è che **il fatturato è tornato in territorio positivo**, ma di poco: nel 2025 è cresciuto dello 0,5%, dopo due anni difficili (-6,2% nel 2023 e -3% nel 2024). Il numero, da solo, dice poco. Il modo in cui è stato raggiunto dice molto di più.

**A pesare sono state le vendite estere**, salite del 3,3%. Il mercato interno invece è arretrato dell’1%: è la conferma di una tendenza che dura da tempo, secondo la quale **le imprese italiane più solide crescono fuori dai confini nazionali**, mentre in casa la domanda resta debole. “**Il 2025 rappresenta più un segnale di tenuta che una vera e propria ripartenza**”, è la sintesi dell’analisi di Mediobanca. Dunque non un rimbalzo, ma un **assestamento dopo anni di scosse**, come il crollo del 2020, i rimbalzi eccezionali (e gonfiati dall’inflazione) del 2021 e del 2022, il rallentamento successivo.

## Cresce il fatturato, ma fa i conti con l’inflazione

Guardando ai 10 anni analizzati (2016-2025), **il fatturato nominale delle 1.700 società è cresciuto del 39,6%**. Un numero che sembra solido, ma va **confrontato con l’inflazione cumulata nello stesso periodo (21,4%)**. Buona parte della crescita, insomma, è stata assorbita dai prezzi.

A trainare il decennio sono soprattutto il **Made in Italy (+55,3%) e il IV Capitalismo**, le medie e medio-grandi imprese manifatturiere a controllo familiare italiano (+50,4%). **Le vendite sui mercati esteri sono cresciute più di quelle interne** (+45,6% contro +36,4%), ma il divario tra settori è ampio: **l’Automotive ha perso l’8,4% di fatturato in 10 anni**, con il mercato interno che è crollato del 18,5%, mentre la cantieristica navale è volata a +115,8% e il ferroviario a +86,8%.

Sul fronte della marginalità, il quadro è più incoraggiante. **L’EBIT margin delle 1.700 imprese si è assestato al 6,7% nel 2025**, lo stesso livello del 2024 e appena sotto il 6,9% del 2023. Il dato più interessante è il confronto con il passato: **negli ultimi tre anni la redditività media è stata del 6,8%**, ben oltre il 5,6% registrato nei sette anni precedenti.

Non tutti i comparti, però, condividono lo stesso trend. **Le imprese pubbliche sono risalite al 9,3%**, sopra la loro media storica. Le manifatturiere a controllo estero hanno toccato l’8,1%, il massimo della serie storica. **Il Made in Italy è arrivato al 7,5%, anch’esso un record decennale**. Il terziario, che a inizio decennio esprimeva i margini più alti, ha chiuso il 2025 al 6,3%, sotto sia i livelli pre-pandemia sia la propria media del periodo.

## Il sistema industriale ha smesso di arretrare

Rispetto agli investimenti materiali netti, in rapporto al fatturato, **sono saliti al 4,1% nel 2025**, contro il 4% del 2024 e una media 2016-2023 del 3,2%. **A trainare sono soprattutto le imprese pubbliche**, che hanno raggiunto l’8,6%, ma anche le private mantengono livelli superiori ai valori storici. Guardando ai volumi assoluti, g**li investimenti lordi a prezzi costanti hanno superato del 22,4% i livelli del 2019**, passando da 29 a 35,5 miliardi di euro. È un segnale che va oltre la semplice tenuta: le imprese italiane, pur in un contesto di crescita fiacca, continuano a **rafforzare la propria capacità produttiva**.

Nel decennio **i dipendenti delle 1.700 società sono cresciuti dell’11,8%**, con una divaricazione netta tra imprese private (+16,3%) e pubbliche (-4,9%). Le performance migliori si osservano nel IV Capitalismo (+17%), nelle imprese a controllo estero (+20%) e nel Made in Italy (+15,7%).

Il quadro complessivo racconta **un sistema industriale che non è tornato a correr**e, ma che ha smesso di arretrare. La domanda per il 2026 è se la tenuta diventerà la base per una ripresa più solida, o se **resterà un punto di equilibrio precario in un’economia**, quella italiana, cresciuta anch’essa dello 0,5% nel 2025.

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