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title: Cyberattacchi, tira una brutta aria per la fabbrica
description: "Non c’è da stare troppo sereni: i cyberattacchi continuano imperterriti a infestare le nostre aziende e la tendenza è globale a tal punto da scatenare allarmi più che giustificati. I dati emergono dalla 13esima edizione del rapporto Clusit, la seconda nel 2025, presentata in apertura del Security Su..."
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date: 2025-11-06
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Cyberattacchi, tira una brutta aria per la fabbrica

![Cyberattacchi, tira una brutta aria per la fabbrica](https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/11/cybersecurity-scaled-bU77fH-1024x683.jpg)

Non c’è da stare troppo sereni: **i cyberattacchi continuano imperterriti a infestare le nostre aziende** e la tendenza è globale a tal punto da scatenare allarmi più che giustificati. I dati emergono dalla **13esima edizione del rapporto Clusit**, la seconda nel 2025, presentata in apertura del Security Summit Streaming Edition, l’appuntamento di fine anno che riunisce esperti del settore, aziende e professionisti per approfondire i temi più attuali della cybersecurity.

**Nel 2025 sono stati 2.755 gli incidenti cyber rilevati**. La tendenza globale del periodo mostra una crescita pari al 36% rispetto al secondo semestre del 2024 mentre** in Italia, questo aumento è pari al 13% con 280 incidenti noti di particolare gravità**, che costituiscono da soli il 75% degli eventi rilevati nel 2024.

I ricercatori Clusit hanno sciolto i nodi del primo semestre del 2025 evidenziando una **certa incapacità per il nostro Paese a contenere questi attacchi**. Sofia Scozzari, del Comitato Direttivo Clusit, ha parlato di una serie di attacchi che sono andati a buon fine che hanno avuto **ripercussioni gravi anche a livello reputazionale oltre che tecnico e operativo**. “Già l’ultimo semestre 2024 ci aveva stupito perché avevamo superato i 2mila attacchi, cosa che non era mai successa negli anni precedenti e, nel primo semestre 2025, stiamo sfiorando i 3mila”.

[Fabbrica](https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/)

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## Aumentano le attività, ma anche intensità e frequenza

Negli ultimi cinque anni e mezzo si è assistito a una **netto incremento delle attività ostili**, con una crescente intensità e frequenza degli eventi: complessivamente, nel periodo che va** dal 2020 al primo semestre 2025, sono stati registrati 15.717 incidenti**, cioè il 61% di quelli verificatisi a partire dal 2011.

I ricercatori del Clusit hanno analizzato con occhio critico gli incidenti sotto diversi profili. Che gli andamenti degli attacchi segnino un aumento è ormai noto, ma** la gravità degli incidenti è ciò che preoccupa maggiormente gli operatori**: infatti, l’impatto medio stimato a livello globale è definito “critico” o “elevato” nell’82% dei casi, contro il 77% del totale nel 2024, dato che nel 2020 si assestava al 50%. **L’Italia si colloca tra le realtà che più risultano incapaci di contenere gli attacchi**: nel primo semestre dell’anno, il 10,2% degli incidenti a livello mondiale si è infatti verificato in Italia, contro il 9,9% del 2024, confermando una **escalation dal 3,4% del 2021 e dal 7,6% del 2022**.

Secondo gli autori del rapporto Clusit, la crescita in volume degli incidenti nel mondo è sostenuta da un **aumento del fenomeno cybercrime**: in valore assoluto, con 2.401 incidenti, nel primo semestre del 2025 si è verificato il 76% degli eventi registrati nell’anno 2024. **I fenomeni di *espionage*–*sabotage* e information *warfare* sono invece in calo** rispetto al 2024, assestandosi a una quota di un incidente su 10, a dispetto dell’estensione dei conflitti già attivi nel 2024 e dell’acuirsi delle ulteriori problematiche nel primo semestre del 2025.

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## Il boom di attacchi di hacker attivisti

Gli esperti del Clusit hanno evidenziato la **complessità della reale attribuzione degli attacchi di *information warfare***; le tensioni in corso si riflettono, invece, in un aumento sostanziale degli incidenti classificabili come “Hacktivism”, che nei primi sei mesi del 2025 rappresentano, in valore assoluto, il 59% degli eventi di tutto il 2024. Per i non addetti ai lavori, **con Hacktivism ci si riferisce alla tendenza a combinare l’attivismo con l’hackeraggio al fine di promuovere una causa**. Lo scopo degli *hacktivist* è di **creare consapevolezza e richiamare attenzione sulla loro causa** e la violazione di un sito web può essere un mezzo efficace per rendere evidente al pubblico il proprio messaggio di denuncia o protesta.

Tra quelli avvenuti in Italia nei primi sei mesi del 2025, **la maggioranza degli incidenti noti si riferisce proprio alla categoria “Hacktivism”**, che si attesta al 54%, superando a livello nazionale il peso percentuale del cybercrime. **Le organizzazioni italiane risultano vulnerabili a iniziative con finalità dimostrativa**, di matrice politica o sociale. Il dato riferito ai primi sei mesi del 2025 rappresenta più di una volta e mezza il totale degli incidenti del 2024.

Tra le tecniche di attacco che rientrano in questa categoria ci sono quelle Dos o DDos. Secondo il sito Kinetikon.com, **questi attacchi mirano a sovraccaricare i server di un servizio, una Rete o un sito web** con un’elevata quantità di richieste, rendendoli inaccessibili agli utenti legittimi. Nel nostro Paese, gli attacchi DDoS sono passati dal 4% al 36%, evidenziando un aumento significativo delle campagne di hacktivism in Italia.

## Governo e forze dell’ordine tra i più colpiti

Inoltre, i ricercatori del Clusit hanno scavato a fondo e hanno rilevato che, **in Italia, il maggior numero di incidenti cyber nell’ambito governativo, militare, forze dell’ordine italiano**, ha interessato il 38% degli eventi sul totale, che, in valore assoluto, si traduce in una quantità di incidenti pari al 279% rispetto al 2024. La crescita, rispetto allo stesso periodo dell’anno trascorso, è stata pari a oltre il 600%. E **l’aumento del fenomeno Hacktivism** e gli attacchi a scopo dimostrativo motivati da finalità politiche o geopolitiche e rivolti verso le istituzioni pubbliche e militari, possono spiegare, almeno parzialmente, questo dato.

Al secondo posto, ci sono gli **incidenti in ambito trasporti e logistica **(17% del totale) che hanno realizzato in sei mesi oltre una volta e mezzo il numero degli incidenti del 2024 e incrementato l’incidenza sul totale del campione, rispetto all’anno precedente, di 10 punti percentuali. “La crescita degli attacchi nel settore trasporti e logistica sembra riconducibile alla **volontà degli attaccanti di mettere in crisi interi comparti dipendenti dalle filiere dei fornitori**, colpendo più segmenti di mercato contemporaneamente e limitando la capacità di garantire approvvigionamento e distribuzione”, ha spiegato Luca Bechelli, del Comitato Direttivo Clusit.

A testimonianza di questa tesi c’è sia** l’aumento degli attacchi di matrice attivista tramite tecniche DDoS** in questi ambiti sia le violazioni ai danni di soggetti della Supply chain, che hanno avuto **ripercussioni trasversali su numerose organizzazioni del settore**. Sul fronte manifatturiero, il 13% degli incidenti avvenuti in Italia nel primo semestre del 2025, ha portato il nostro Paese a una quota significativa rispetto al resto del mondo che si è fermata all’8%.

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