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title: "Collaborazione tra capitale e lavoro: adesso c’è una legge"
description: Un articolo inattuato della Costituzione, il numero 46, riconosce ‘il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende‘. Scritto 80 anni fa, rientrava nel novero delle norme rimaste lettera morta. Ne aveva in qualche modo raccolto l’eredi...
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date: 2026-03-27
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/collaborazione-tra-capitale-e-lavoro-adesso-ce-una-legge/
categories: [Contenuti]
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# Collaborazione tra capitale e lavoro: adesso c’è una legge

![Collaborazione tra capitale e lavoro: adesso c’è una legge](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/03/legge_partecipazione_lavoratori-XtePMf-1024x768.jpg)

Un articolo inattuato della Costituzione, il numero 46, riconosce ‘il **diritto dei lavoratori** a **collaborare**, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, **alla gestione delle aziende**‘. Scritto 80 anni fa, rientrava nel novero delle norme rimaste lettera morta. Ne aveva in qualche modo raccolto l’eredità il *Libro Bianco sul mercato del lavoro in Italia* del giuslavorista **Marco Biagi**, assassinato dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo 2002. Biagi scriveva: “Il Governo italiano condivide l’ispirazione della politica comunitaria in tema di **relazioni industriali** e saluta con favore questa evoluzione così caratterizzante del **modello sociale europeo** auspicando che anche in Italia i **rapporti tra parti sociali **si sviluppino in senso più partecipativo”**. **

Parole lette dall’ex ministro della Funzione Pubblica e attuale Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) **Renato Brunetta**, in occasione della **commemorazione** della scomparsa di Biagi. Organizzato da **Adapt**, associazione di studi giuslavoristici da lui stesso fondata, l’incontro si è incentrato proprio sul tema della **partecipazione dei lavoratori**. E per dibattere su uno snodo fondamentale, verificatosi nove mesi fa. A maggio 2025 si è arrivati infatti all’entrata in vigore di una **legge di iniziativa popolare**, la numero **76/2025**, che rende finalmente operativo il principio della partecipazione dei lavoratori alla **gestione delle imprese**. 

Non mancano i punti di contatto proprio con la visione di Biagi: “Per lui il mondo del lavoro non doveva essere un freddo meccanismo di incrocio tra domanda e offerta ma un **ecosistema vivo fatto di persone** e alimentato e **sostenuto dal contributo dei lavoratori**” è stata la riflessione di **Luigi Sbarra**, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Nonché ex segretario generale **Cisl**, il **sindacato **che ha lanciato nel 2023 il **disegno di legge** approvato lo scorso anno. La legge si fonda su un’idea, ha proseguito Sbarra: “Il sistema economico funziona meglio quando le diverse componenti collaborano e i **lavoratori **non sono solo destinatari di decisioni ma **contribuiscono ai processi produttivi e organizzativi**”. 

## Cosa prevede la legge 76 del 2025

Il testo si articola in quattro punti. Il primo punto riguarda gli **aspetti gestionali** e norma il **coinvolgimento dei dipendenti** nei processi decisionali o negli organi di sorveglianza. Il grado più elevato di collaborazione prevede l’ingresso di rappresentanti negli **organi di amministrazione e controllo**. Il secondo punto afferisce l’**aspetto economico**, che consente ad esempio la **distribuzione degli utili **aziendali. La **Legge di Bilancio 2026** interviene anche sul fronte degli incentivi per il 2026 e il 2027: innalza a 5mila euro la **soglia detassabile** e **riduce all’1% **l’imposta sostitutiva, includendo anche i premi di risultato.

Quanto alle forme di partecipazione, il terzo punto stabilisce anche una modalità **consultiva**, che prevede il **coinvolgimento dei lavoratori** attraverso **pareri preventivi** su scelte aziendali strategiche. Il quarto punto riguarda invece la partecipazione **organizzativa**, che si traduce in **commissioni paritetiche** composte da **rappresentanti dell’impresa e dei lavoratori**, e può prevedere anche ruoli dedicati: referenti per formazione, welfare, politiche retributive, qualità degli spazi di lavoro e altri ambiti operativi.

La norma si applica a tutte le aziende a prescindere dalle dimensioni. Ma non è prevista alcuna obbligatorietà: “La **contrattazione resta il motore** ed è ciò a cui dobbiamo guardare oggi come strumento principe per governare le trasformazioni in corso nel mercato del lavoro” ha detto all’evento **Daniela Fumarola**, Segretario generale della **Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori **(Cisl). “Biagi parlava di **partecipazione **come **motore di democrazia **e della persona che deve essere protagonista del mercato del lavoro esercitando una responsabilità” ha riferito poi. “Le sue idee vivono ancora”. E in parte si sono riversate nella legge, pensata per offrire una “**nuova opportunità competitiva**” e a favore della “**redistribuzione della ricchezza**” conclude Fumarola. 

## Le best practice 

Modelli partecipativi di lavoratori in azienda esistono già. Un caso è **Leroy Merlin**, leader nella grande distribuzione specializzata in bricolage, come ha testimoniato al convegno **Fabrizio Leopardi**, a capo delle Relazioni Istituzionali HR. “Il nostro è un caso peculiare perché l’**azienda è francese** e già dal 1959 nel Paese c’è una legge che **rende obbligatorio il premio di risultato**” ha raccontato. Uno dei segreti è stato questo: “Ogni collaboratore, per quanto piccolo, nella nostra azienda ha un **perimetro di autonomia** in cui viene accompagnato e c’è una spinta a una presa di decisione”. Si vede dai venditori in negozio: “Il livello di formazione non ha eguali perché il commesso può prendere decisioni insieme al cliente”**. **Dietro, ha spiegato, c’è un concetto secondo cui **vanno ceduti pezzi di potere** e va condiviso l’elemento finanziario: “Da noi **l’azionariato diffuso esiste da vent’anni**”.  

Anche il **Gruppo Hera**, una delle principali multiutility italiane, prevede forme di coinvolgimento dei dipendenti, con un focus specifico sulla **gestione degli appalti**. «Oggi c’è **piena equivalenza **nella contrattazione collettiva applicata a **dipendenti e appaltatori**», spiega **Fabrizio Pancino**, Responsabile Relazioni Industriali del Gruppo. A supporto, l’azienda ha attivato un sistema di controlli che consente di **monitorare in tempo reale le attività di cantiere **su qualità, sicurezza e ambiente. Inoltre, nella fase di pubblicazione dei bandi, sono previsti due momenti informativi di confronto con le organizzazioni sindacali per verificare **l’assenza di difformità** nei contratti applicati. Ora la domanda si sposta sul resto del mercato: quante imprese sceglieranno di cogliere l’opportunità offerta dalla nuova legge?

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