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title: Capire (e usare) l’AI con il metodo socratico
description: Se assumiamo che la fondazione del Machine learning ha permesso di evolvere in sistemi più simili a una condotta autonoma, possiamo integrare gli aspetti linguistici in un ambito di significazione diffuso. Da questo vasto ambito di segni o meglio dati prende a formarsi un linguaggio, giustificato da...
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date: 2025-12-19
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Capire (e usare) l’AI con il metodo socratico

![Capire (e usare) l’AI con il metodo socratico](https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/12/Filosofia_AI-scaled-WUDzJg-1024x684.jpg)

Se assumiamo che la fondazione del **Machine learning ha permesso di evolvere in sistemi più simili a una condotta autonoma**, possiamo integrare gli aspetti linguistici in un ambito di significazione diffuso. Da questo vasto ambito di segni o meglio dati **prende a formarsi un linguaggio**, giustificato dall’addestramento dei Large language model (LLM).

Usando una definizione precaria parliamo di **Intelligenze Artificiali (AI) che convergono sulla creazione di significato** operando in linea di principio con criteri multidimensionali di frequenza. Con efficacia operano anche sulla stessa organizzazione dei dati** riproponendo sequenze alternative**.

Codici espressi o già sfruttati permangono sotto traccia rispetto all’**interazione con controparti umane**. I codici macchina sono sempre più definiti in base all’autogenerazione con sequenze non più vincolate a un’area specifica di dati originari. Le **interazioni con controparti umane** pertanto non sono più rigidamente ancorate a un input specifico, a fronte di un output prevedibile, ma **si alimentano con dati auto-organizzati**, generati per combinazione di frequenza. È questa la ragione per la quale non esiste un manuale per utilizzare un sistema commerciale AI.

## L’addestramento degli LLM passa dai prompt

Il prompt è un **insieme di dati sequenziali che sfrutta l’outo-organizzazione** (*self attention*) dell’architettura Transformer per l’input. L’elaborazione che ne segue è **la connessione-selezione dei dati che evolve in significato**. La sintassi non è logicamente coerente, nemmeno definibile, si tratta di **immettere dati sequenziali che possono essere anche illogici**, ai quali corrisponderà poi una risposta difficilmente prevedibile. Il grado di imprevedibilità, posto che sia agevole misurarlo, sarà il vero parametro di verifica dell’avanzare delle AI nell’**ambito della conoscenza diffusa**.

Per addestrare un LLM, **il prompt è l’input attualmente più funzionale ed efficace**. I dati sono ovunque nel web e ovunque è possibile andare a prenderli per sequenziarli di nuovo e riproporli con significato. È pertanto necessario usare due tecniche essenziali in ogni linguaggio evoluto: leggere e scrivere. **Meglio ancora: leggere e scrivere bene**.

## La ricerca della verità

Il prompt fa emergere dalla Rete **alternative di risposta**. Non trasmette conoscenza, avvia un processo di valutazione semantica che si risolve in una dimensione statistica. Non implica contenuti già codificati e dotati di senso, ma **sfrutta il percorso di significazione per far emergere senso**. Con domande progressive è stimolata l’autonoma ricerca della verità.

È **la definizione di maieutica che Socrate ci ha dato per mezzo di Platone**. Le false certezze sono i segni, i dati disaggregati rispetto a una restituzione significante. Rimontando i dati con assunti probabilistici a sostegno del significato è opera di estrazione di ‘intuizioni latenti’.

**Il prompt è la forma di dialogo** che pone domande strategiche per far nascere risposte e percorsi di significato che diventano rilevanti a livello di senso. La metafora della navigazione è già propria del web fin dalle origini. **Con i prompt sui LLM guidare la navigazione assume ancora più pertinenza tecnica**.

## La confutazione delle idee pregresse

Ai fini dell’utilizzo di prompt maieutici possiamo prendere in esame **i dialoghi platonici della gioventù**, ovvero quelli definiti socratici dagli studiosi. Prevale la confutazione di idee pregresse. Nel nostro approccio si tratta di **applicare la confutazione rispetto all’emersione di configurazioni di dati** che non propongono un senso coerente ai nostri scopi. **L’*Apologia di Socrate* è la prima sorgente di prompt**. Il metodo maieutico emerge forte dal suo prompt di fondazione: “**Io non posso insegnare nulla a nessun**o, posso solo farli pensare. La Sapienza umana vale poco o nulla; ma il sapere di non sapere, questo è Sapienza”. 

**La confutazione attiva una risposta**, questa è coerente a un processo di creazione di senso. Guida il percorso di auto-apprendimento. Dove anche ‘auto’ ha un significato rilevante negli stessi criteri di senso (Morin, 1977). Nell’ambito attuale è operabile con **algoritmi che si costituiscono su base classificatoria**. Dalla forma originale a un prompt derivato, su base metodologica, da rivolgere a una AI: “**Non sai niente dell’argomento**. Quali domande faresti per cominciare a comprendere come si calcola la massa del Pianeta Terra? Comincia da come calcoleresti con numeri che già conosci”.

***Critone* ci stimola a rispettare le leggi**. Parte da un dubbio, indaga i presupposti, rovescia la prospettiva e infine cerca la coerenza: “Non bisogna mai commettere ingiustizia, neppure in cambio di un’ingiustizia subita. **Non bisogna fare del male a nessuno**, neppure se si è subito del male”. Rovescia l’opinione comune di difenderci e si consegna alla giustizia stimolando una **creazione di senso a favore del rispetto di un principio coerente**.

Il metodo maieutico si sostanzia nell’assunto prioritario rappresentato dall’**allegoria della caverna**. Lo troviamo nella *Repubblica*: “**Gli uomini sono come prigionieri in una caverna**: vedono soltanto le ombre proiettate sulla parete e le prendono per la realtà. Ma se uno si liberasse e uscisse alla luce, scoprirebbe che **ciò che credeva reale era soltanto apparenza**”. Il brano è quello più famoso degli scritti platonici, **definisce la realtà come lettura metaforica**. Va oltre la realtà proponendo un metodo simbolico che richiama la configurazione dei segni, ovvero l’organizzazione dei dati. È un brano adeguato all’impostazione della sequenza di domande che si concretizzano nel metodo. 

Visti in progressione i tre brani riconducono a un processo di senso che accomuna gli **aspetti di ordine, disordine e organizzazione dei dati**. Sapere di non sapere, quindi stimolo di dubbio e conseguente indagine rispetto a parametri auto-organizzati. Giusto contro utile, nel **discernimento morale rispetto a prescrizioni elementari**. Ombra contrapposta a realtà, concernente il superamento delle apparenze: output sequenziato dalla tecnologia transformer per quanto riguarda le AI. Il passaggio determinante è quello di **immagazzinamento del codice da riproporre come dialogo** in un contesto significante nuovo.  

## L’AI richiede di scrivere in modo sensato

Il metodo, ovvero la lunghissima ricerca di Edgar Morin, propone la ricostruzione di un paradigma tripartito di conoscenza con **il triangolo uomo-individuo-società-specie**. Critica prima di tutto la determinazione imposta dal metodo scientifico: “La crescita dell’informazione e **la sempre maggiore eterogeneità del sapere** superano ogni capacità d’immagazzinamento e di trattazione da parte del cervello umano” (E. Morin 1977).

L’essere umano, pertanto, dovrà **dedicarsi a un sapere determinato**, permanendo in un ambito epistemologico di forte caratterizzazione specialistica. Ciò che le AI permettono è l’utilizzo di un **approccio maieutico nella predisposizione delle istruzioni**. Muovendosi nella direzione di avvalorare finalmente una tecnica di immagazzinamento e di trattazione genera un percorso paradigmatico.

La proposta, da **studiare e approfondire con vigore**, è relativa a quattro dimensioni: uomo-individuo; società-specie; natura; ambiente. L’ambiente fisico, dimensione inapplicabile per la AI, è il lato del quadrato che consente protende verso la parità nell’**antagonismo uomo-macchina**. Individuo e società determinano la somma dei lati macchina, specie e natura-ambiente determinano la somma dei lati uomo. Per usare la AI non è necessario niente altro che **scrivere in modo sensato**, sapendo dove si vuole arrivare, con ottima forma. La metafora non è la sublimazione della realtà. È la realtà.

Per approfondire: E. Morin, *La Methode I. La nature de la nature.* Editions de Seuil, Paris, 1977, trd it *Il Metodo. **Ordine disordine organizzazione* (Feltrinelli, 1983); E. Morin, *Il paradigma perduto. Che cos’è la natura umana* (Mimesis, 2020); F. Varanini, *Splendori e miserie delle Intelligenze Artificiali, alla luce dell’umana esperienza* (Guerini e Associati, 2024); H. Maturana e F. Varela, *L’albero della Conoscenza* (Mimesis, 2024); Platone, *Opere Vol. 1 e Vol 2* (I Meridiani Mondadori, 2004).

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