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Cambiare per rispondere alle sfide del mercato

La pandemia ha generato innumerevoli cambiamenti. E chi non ha saputo adattarsi ha subìto gravi conseguenze. C’è chi sta sopravvivendo e chi invece non ce l’ha fatta. C’è poi chi ha saputo cavalcare la situazione per innovarsi. Ma il Covid, come molti esperti (e non) hanno appurato, è stato solo un acceleratore del cambiamento. Già da alcuni anni, infatti, la digitalizzazione ha attivato un processo evolutivo che rischia di tagliar fuori chiunque non si adegui.

Che si parli di imprese o di esseri umani, d’altra parte, l’evoluzione da sempre è necessaria per la sopravvivenza. E ne sa qualcosa Quality network appliance provider (Qnap), azienda di Taiwan composta da 1.500 persone, nata nel 2004 come player di Network attached storage (Nas), ovvero strumenti per l’archiviazione e la condivisione di dati e che negli anni si è evoluta fino a effettuare un ‘cambio di veste’ nel 2019. A fronte di questo cambiamento, intanto sono seguite anche i nuovi presidi territoriali nel mondo: la sede italiana – con un organico di otto persone e altrettanti distributori dislocati sul territorio – vanta il terzo posto fra le country europee, dietro solo a Germania (dove nel 2022 si prevede di inaugurare l’headquarter del Vecchio continente) e Regno Unito.

Generare sempre risposte adeguate alle necessità

Circa due anni fa, Qnap ha rivisitato il logo aziendale e sono stati attivati due business unit ‘affini’ per completare l’ecosistema delle soluzioni offerte, ovvero il computing (con focus su dispositivi di sicurezza, edge e videosorveglianza) e il networking, ovvero cavi, switch e router. Con l’ampliamento della propria offerta, l’azienda è ora in grado di dimostrarsi una realtà fluida e in cerca di risposte alle continue nuove esigenze dei mercati verticali, supportata anche da un forte dipartimento di Ricerca e Sviluppo (circa un terzo delle risorse sono impiegate in questo ruolo).

Ma le novità, a conferma della continua trasformazione, non si sono certo arrestate. L’evoluzione dell’azienda prosegue infatti in direzione di un sempre più stretto rapporto con gli utenti, cui vuole offrire anche veri e propri corsi di formazione che tocchino i principali aspetti della sicurezza informatica. Fra gli impatti maggiormente evidenti del Covid, la questione dell’Home working è al centro dell’attenzione di persone e aziende. E fra le varie vulnerabilità delle organizzazioni, l’estensione dei confini aziendali ha generato nuove sfide, in particolare legate alla sicurezza informatica.

Qnap stessa, ad aprile 2021, ha subìto un attacco hacker, risolto positivamente grazie al tempestivo intervento di una task force di cybersecurity – istituita fin dal 2018, quindi ben prima che tutti iniziassimo a parlare di lavoro da remoto – in grado di gestire un attacco informatico e rispondere alle vulnerabilità in brevissimo tempo. Oggi è così riconosciuta come Cve numbering authority (l’acronimo è Cna, ossia l’autorizzazione per le aziende con focus sulla sicurezza del dato e delle informazioni) e permette a utenti e partner di registrarsi e ricevere indicazioni sulle azioni da intraprendere (aggiornamenti di firmware e Applicazioni), per far sì che il proprio ecosistema sia il più possibile sicuro.

Per questo, mantenendo il forte legame con i rivenditori e gli utenti finali, Qnap sta attivando partnership con il mondo dell’Education (dove sono stati fatti interventi formativi significativi, partendo dagli atenei), dell’Healthcare e della Fotografia, con l’obiettivo – in un mondo sempre più digitale – di far avanzare parallelamente tecnologia e sicurezza.

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