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title: Argentina, il lavoro va di Milei in peggio
description: "Quasi 60 anni dopo sembra che il mondo si sia rovesciato. Erano gli Anni 70 quando in Italia partiva la stagione che avrebbe portato a introdurre una serie di diritti mai riconosciuti ai lavoratori: la giornata da 40 ore, l’articolo 18 che tutelava contro il licenziamento illegittimo (in parte smont..."
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date: 2026-02-27
author: Lorenzo Sernicola
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categories: [Contenuti]
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# Argentina, il lavoro va di Milei in peggio

![Argentina, il lavoro va di Milei in peggio](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/02/Lavoro_Argentina-scaled-ns2vB4-1024x588.jpg)

Quasi 60 anni dopo sembra che il mondo si sia rovesciato. Erano gli Anni 70 quando in Italia partiva la stagione che **avrebbe portato a introdurre una serie di diritti mai riconosciuti ai lavoratori: la giornata da 40 ore, l’articolo 18 che tutelava **contro il licenziamento illegittimo (in parte smontato dalle successive riforme), i permessi di maternità, tanto per citare qualche esempio. Arriva il 2026 e, anche se dall’altra parte dell’Oceano, in quella stessa Argentina che ha accolto milioni di emigranti italiani si dice **addio a tutte quelle conquiste** che avevano riguardato buona parte del mondo occidentale. 

È notizia recente, che il Paese del Presidente Javier Milei ha varato una nuova riforma del lavoro. Cosa prevede? **Per lo più, nel suo complesso, una pesante restrizione dei diritti dei lavoratori. **Tale che l’approvazione, arrivata dopo una maratona parlamentare di 12, ore come ha ricordato il sito del network arabo *Aljazeera*, ha scatenato una serie di **proteste di piazza, con scontri anche violenti**. In particolare è stato il sindacato Confederación General del Trabajo (CGT) a mettersi di traverso, proclamando uno **sciopero generale nazionale che ha paralizzato diversi settori**, dai trasporti alle banche.

## L’allungamento dell’orario di lavoro 

L’aspetto più eclatante è questo: d’ora in poi** in Argentina i datori di lavoro potranno arbitrariamente estendere l’orario di lavoro dalle 8 alle 12 ore giornaliere.** In più potranno creare una sorta di banca del tempo dei dipendenti per ripagare gli straordinari maturati **non con un salario extra, bensì con più… tempo libero. **Una mannaia soprattutto per le donne, che – sostengono i detrattori della riforma – avranno ancora più difficoltà a conciliare lavoro e responsabilità familiari in assenza di una politica che garantisca flessibilità oraria sul lavoro. Tra le altre previsioni c’è anche la possibilità per gli imprenditori di **ridurre la quantità di ferie continuative** di cui è possibile usufruire. 

Un bel passo indietro insomma rispetto a diritti che si davano per acquisiti. La scure è caduta anche sulle tutele contro i licenziamenti. **Che diventeranno meno costosi perché si ridurranno alcune voci indennizzabili **fino ad ora dalle aziende, come bonus e premi.** **Anche per lo sciopero ci saranno limiti più stringenti: andranno rispettati alcuni minimi essenziali nelle attività, depotenziando quindi di fatto le proteste.

## Argentina will be great again?

La riforma malgrado le criticità ha però i suoi sostenitori. In primis nel partito di maggioranza guidato da Milei, *La Libertad Avanza*. “**Abbiamo compiuto un altro passo nella direzione di rendere di nuovo grande l’Argentina”, **ha scritto in un post l’esponente del partito Gabriel Bornoroni. Facendo proprio lo slogan Maga di Donald Trump.

Chi è a favore delle novità ritiene anche che **la riforma possa spingere sulla produttività** e attrarre investitori esteri. Poi si aggiunge il capitolo lavoro nero. **La nuova legge include incentivi per chi assume. Il che potrebbe contribuire ad abbassare la quota di lavoro sommerso,** molto diffuso nel Paese sudamericano. Ma c’è un problema di fondo, ha osservato per esempio Ricardo Diab, Presidente della Confederazione argentina delle medie imprese Came. “**Per assumere ci deve essere un bisogno**, e per avere un bisogno ci deve essere produzione e consumo”, ha detto in una intervista al canale tv *Cadena 3*. Il riferimento è alla **grave crisi economica che attraversa il Paese**. 

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