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Apprendere il management con la musica

Mauro De Martini ha studiato Filosofia all’Università degli Studi di Milano, interessandosi di Filosofia della Musica e discutendo una tesi sul problema semantico nella musica di J.S. Bach. Dopo gli studi universitari si è occupato di personale e organizzazione aziendale. E così la musica, praticata a livello amatoriale, è diventata per lui un modo di leggere l’organizzazione, mettendo in connessione i due mondi di appartenenza, alla ricerca della bellezza nell’esperienza lavorativa di tutti i giorni.

Da questo connubio è nata, più di 10 anni fa, “Risonanze musicali” (dal 2017 è il titolo è stato cambiato in “Risonanze formative”), la rubrica che De Martini scrive su Persone&Conoscenze, la più importante rivista indipendente italiana dedicata alla gestione delle risorse umane, edita da ESTE (editore anche del nostro quotidiano) e diretta da Francesco Varanini. Il libro Note di formazione (ESTE, 2021) raccoglie alcuni dei testi pubblicati nella rubrica dal suo esordio a oggi. “Questa collezione di testi diventa un libro con una propria identità, per andare oltre le singole rubriche e assumere un impegno autonomo, con l’obiettivo di tracciare un percorso di conoscenza all’interno delle organizzazioni, facendosi guidare dalla musica”, scrive l’autore.

Una forma musicale per ogni esperienza organizzativa

Nelle rubriche occupano uno spazio importante la dimensione personale e gli spunti di riflessione soggettivi. Lo scopo non è mettere in risalto chi le scrive, ma dare voce a esperienze personali, senza insegnare nulla, senza la pretesa di salire in cattedra o prescrivere ricette, o dare consigli, o giudizi. “Al lettore è affidato il compito di tirare le somme, di provare, nel crogiolo della propria esperienza, il valore dei contenuti e delle riflessioni proposte”, specifica De Martini. Nella prefazione al libro, Varanini conferma: “In questo libro, la musica racconta. Ci parla di persone, comunicazione, lavoro, gruppi, sogni, leadership e altri sconfinati territori dell’organizzazione. La musica racconta, dunque, e lo fa a modo suo. […] Così la musica prende per mano la formazione e l’aiuta a soffiare vita nella forma”.

Le rubriche sono raccolte in capitoli ‘etichettati’ come forme musicali – fughe, corali, sonate, ecc. – che alludono a significati e a strati del sapere che si possono afferrare con intuizioni, illuminazioni e associazioni improvvise. L’incipit non può che essere Ouverture, in cui si spiega com’è nata l’idea della rubrica: “Una rubrica che, altrimenti, avrebbe avuto un taglio abbastanza tecnico, forse lontano dal mondo dell’organizzazione, e che si presentò invece come un ponte tra il mondo della musica e quello dell’azienda, in una relazione di reciproco chiarimento e valorizzazione”.

Il filo rosso che collega ogni appuntamento è che la musica dà piacere, perché è importante che l’essere umano possa ‘prendersi’ il proprio piacere anche al lavoro, per esempio. E perché quando si riesce a eseguire una bella musica, magari insieme con altri, o si riesce a fare un bel lavoro e in un buon contesto di relazione, il piacere è autentico.

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