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title: AI, chi inizia è già a metà dell’opera
description: L’idea che occorrano dati perfettamente strutturati per avviare progetti di Intelligenza Artificiale (AI) è un alibi già superato. Le aziende che stanno sperimentando l’uso dell’AI dimostrano, infatti, che il valore sviluppato da questa tecnologia è nel processo stesso del suo utilizzo.
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date: 2026-05-07
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/ai-chi-inizia-e-gia-a-meta-dellopera/
categories: [Contenuti]
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# AI, chi inizia è già a metà dell’opera

![AI, chi inizia è già a metà dell’opera](https://www.este.it/wp-content/uploads/2026/05/EIM_workshop_PdM-dP5xZ4-1024x525.jpg)

L’idea che occorrano dati perfettamente strutturati per **avviare progetti di Intelligenza Artificiale (AI)** è un alibi già superato. Le aziende che stanno **sperimentando l’uso dell’AI** dimostrano, infatti, che il **valore sviluppato da questa tecnologia** è nel processo stesso del suo utilizzo. Peccato però che **l’AI è ancora poco diffusa**, almeno a livello corporate, visto che per potenziare la produttività individuale è molto utilizzata. Di questi aspetti se n’è parlato nel tradizionale **workshop promosso a Milano da EIM Italia** dal titolo “Dal dato alla decisione – AI come leva per CEO e CFO”, che ha riunito **manager e imprenditori per confrontarsi sulle applicazioni concrete dell’AI**, in particolare nei processi che riguardano l’area Finance.

In questa funzione, infatti, **l’AI rappresenta un banco di prova privilegiato**: qui le metriche sono misurabili, **la cultura del numero è consolidata** e l’impatto sui processi è dunque immediatamente verificabile. Nonostante ciò, come ha ricordato **Maurizio Pèrcopo, Partner di EIM Italia** e moderatore dell’incontro, l’adozione resta ancora limitata persino in questa funzione, anche perché molti **Chief Financial Officer (CFO) n**on dispongono di un** budget specifico per l’AI**, come emerso dalla survey promossa dalla stessa EIM Italia, i cui risultati hanno guidato i temi del confronto.

Inoltre, i racconti delle aziende presenti al workshop hanno evidenziato che **spesso le iniziative di AI riguardano soprattutto l’automazione dei processi** piuttosto che la creazione di nuovi modelli di business. Ma forse, quest’ultimo aspetto deve essere considerato come una **fase successiva a quella in corso**, che già affronta le sue difficoltà. Di certo, il messaggio condiviso nell’incontro è che **l’AI non può **più essere considerata** solo come un progetto IT**, ma deve essere una leva di trasformazione gestionale che riguarda il business.

## Il Finance come laboratorio di sperimentazione

L’AI, quindi, pare trovare terreno fertile proprio dove i **numeri sono il linguaggio comune**. A questo proposito, **Tiziana Bonacina, Group CFO, IT & HR Officer di Value Group**, realtà che offre servizi di gestione e supporto operativo per il travel e la mobilità, ha raccontato come **l’integrazione dell’AI nei processi operativi** stia consentendo di liberare risorse e di migliorare l’efficienza in situazioni nelle quali **la rapidità è un fattore differenziante**, anche in **assenza di dataset perfettamente omogenei**. L’obiettivo è **ridurre la variabilità operativa**, rendendo replicabili attività che prima erano gestite in modo artigianale: il riferimento è la ricerca, per esempio, delle disponibilità di camere negli hotel e la **scansione di tutti i messaggi inviati per gestire uno specifico servizio** al fine di generare una proposta di fatturazione.

Un approccio nella direzione dell’automazione è stato condiviso da **Paolo Ferrari, Co-Founder e VP Sales & Business Development di Kapto AI**, società nata con l’ambizione di limitare la ripetitività del lavoro amministrativo. La piattaforma di nuova generazione, ha spiegato Ferrari, permette di **automatizzare fino al 90% dei processi standard** senza comprometterli, introducendo una **nuova fluidità** tra dati, decisioni e performance**.** L’AI, in questo senso, più che sostituire le persone (anche se **la proposta di Kapto AI è il “Digital worker”** e i competitor sono le Agenzie per il lavoro piuttosto che le società di tecnologia), ne amplifica il contributo là dove l’analisi è complessa o le attività sono ripetitive. Dal suo osservatorio, arriva la conferma **di come sia proprio il CFO a essere più sensibile all’AI**, perché è nel Finance che ci si interroga su come comprimere i (tanti) costi indiretti.

Restando in tema di CFO e dei progetti di AI, **Sabrina Di Bartolomeo, Group CFO di Bolton**, multinazionale con oltre 50 brand nei settori largo consumo, alimentare, cura della casa, bellezza e adesivi, ha spiegato come **l’introduzione della tecnologia nei processi di cash flow e di procurement diretto** abbia reso più omogenei dati e flussi decisionali in un gruppo altamente diversificato. Anche la manager ha ricordato come **l’AI non sia un progetto IT**, ma un’iniziativa che deve essere **guidata dai leader di funzione**: solo così si può trasformare in un vantaggio competitivo e non restare un mero esercizio tecnico.

## Dall’automazione alla generazione di nuove soluzioni

Altri casi, però, dimostrano che **la vera sfida non è automatizzare, ma innovare**. Secondo **Salvatore Guddemi, CFO di Vidoser**, piattaforma attiva nell’influencer marketing, è innegabile che l’AI liberi tempo e risorse, ma offre anche **nuove possibilità di creare valore**. Nel suo settore, per esempio, l’AI serve a valutare i creator non solo in base ai follower, quanto piuttosto rispetto alla coerenza e all’impatto reale sulle campagne. È un cambio di paradigma per l’AI: **l’algoritmo diventa strumento di creatività**, non solo di efficienza, come spesso si continua a raccontare.

Complesso il percorso intrapreso per **integrare l’AI da parte di Andrea Guidi, General Manager di Dalter Food Group**, azienda di produzione di formaggi (su tutti il Parmigiano Reggiano) e di ingredienti caseari per il canale industriale e food service. In questo caso, **il progetto è iniziato dal vertice** che ha osservato alcuni giovani che in azienda erano soliti usare l’AI per alcuni ‘pezzi’ dei processi per svolgere le attività più velocemente.

Dalla riflessione è nata una** roadmap in tre step**, con la costruzione di una base di conoscenze condivise, **l’introduzione progressiva di strumenti di AI **e la definizione di policy strutturali, fino ad arrivare **all’introduzione strutturale della tecnologia** nell’ecosistema informativo (quest’ultimo passaggio è l’obiettivo da raggiungere). Dopo aver lavorato sull’organizzazione affinché fosse pronta per la **sperimentazione dell’AI in modo controllato e stabile**, ancora una volta la funzione Finance ha accolto il progetto pilota da cui è nato un framework replicabile anche per altre aree (come il Sales & Customer service e il Quality management).

## Governance e persone: l’AI non è (solo) tecnologia

Un punto critico sottolineato nel workshop riguarda la **limitata partecipazione della funzione HR ai progetti di AI**. In molti casi, la Direzione Risorse Umane sembra restare ai margini delle attività, forse perché **manca una adeguata consapevolezza delle potenzialità **di questi strumenti, per esempio, nella gestione dei talenti, nella formazione e nella definizione delle competenze digitali. Eppure dovrebbe essere proprio l’**HR** a poter** abilitare la diffusione di una cultura del dato** e delle competenze necessarie per utilizzare l’AI in modo efficace.

Dal confronto promosso da EIM Italia è emerso anche che la chiave di successo risiede nella** capacità di sviluppare modelli di governance chiari** e di aggiornare le competenze (non per forza solo quelle tecniche(. Ma soprattutto che **non serve avere tutto ‘in ordine’ per partire**: i dati non strutturati non sono più un ostacolo, ma possono rappresentare il punto di partenza per costruire nuovi algoritmi e nuove forme di intelligenza organizzativa.

**L’AI **dunque è già una** leva concreta di competitività**: non uno strumento da osservare a distanza, ma un **alleato per migliorare produttività** e qualità delle decisioni. Serve però un **cambio di passo culturale** per passare dalle sperimentazioni isolate a un approccio strutturato e interfunzionale, in cui **la tecnologia non sostituisce le persone** – come spesso emerge dai racconti aziendali – ma ne amplifica visione e impatto. Le aziende pronte a fare questo salto sono già partite nonostante… i dati ‘imperfetti’.

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