---
title: Agentic AI, la tecnologia (quasi) sconosciuta
description: "L’Italia affronta da tempo un problema strutturale: la crescita della produttività che ristagna. Non bastano nuovi investimenti né slogan sulla digitalizzazione: per dare una vera scossa all’economia serve una reinvenzione profonda dei processi aziendali, non solo l’adozione di tecnologie di moda. R..."
featured_image: https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/11/agentic-AI-min-LvSRx4.png
date: 2025-11-25
author: Lorenzo Sernicola
url: https://www.este.it/contenuti/agentic-ai-la-tecnologia-quasi-sconosciuta/
categories: [Contenuti]
---

# Agentic AI, la tecnologia (quasi) sconosciuta

![Agentic AI, la tecnologia (quasi) sconosciuta](https://www.este.it/wp-content/uploads/2025/11/agentic-AI-min-LvSRx4.png)

L’Italia affronta da tempo un problema strutturale: **la crescita della produttività che ristagna**. Non bastano nuovi investimenti né slogan sulla digitalizzazione: **per dare una vera scossa all’economia serve una reinvenzione profonda dei processi aziendali**, non solo l’adozione di tecnologie di moda. Recentemente, uno studio congiunto di **Boston Consulting Group (BCG)** e ***MIT Sloan Management Review*** (l’edizione italiana è pubblicata dalla casa editrice ESTE, editore anche del nostro quotidiano) ha lanciato un avvertimento potente: **l’agentic AI** non è semplicemente un nuovo strumento, **ma può diventare un vero e proprio ‘collaboratore’** (almeno così la pensa il 76% dei dirigenti coinvolti nello studio). Per chi ancora non ne avesse sentito parlare, **gli agentic AI sono i sistemi capaci di pianificare, agire e apprendere in autonomia.**

Questa percezione non è un dettaglio semantico: **ha conseguenze profonde su come le organizzazioni strutturano il lavoro, le risorse umane e la governance**. In Italia, dove spesso il problema non è tanto la carenza di dati o di software, quanto un impasto di burocrazia, cultura aziendale conservatrice e scarsa formazione digitale, l’indicazione che arriva dallo studio risuona come un campanello d’allarme.

L’AI c’è, ma se le aziende non riorganizzano ruoli, processi e competenze, l’effetto potrà essere limitato o addirittura controproducente. **Le aziende che investono in agentic AI rischiano di fallire se limitano la tecnologia alle vecchie dinamiche**: “Mettere a forza l’AI in processi preesistenti è un errore, serve ripensare i flussi di lavoro fin dalle fondamenta”, avverte in una nota **Shervin Khodabandeh**, Managing Director di BCG.

## Un futuro che cambia anche l’organizzazione

I dati del report BCG-* MIT Sloan Management Review* mostrano che **molte imprese non sono preparate a questa rivoluzione**. Solo una parte ha ristrutturato il proprio modello operativo, la governance o i piani di investimento per abbracciare davvero l’agentic AI. Secondo lo studio**: il 58% dei leader AI prevede di cambiare le strutture di governance entro tre anni**, con un aumento della partecipazione dell’AI nelle decisioni. Il 43% pensa di assumere più generalisti rispetto a specialisti, ridurre i livelli di management medio, diminuire i ruoli entry-level. In molti casi, **i dipendenti riferiscono un miglioramento della soddisfazione lavorativa grazie all’uso dell’agentic AI**, il che suggerisce che l’IA non è vista solo come una minaccia, ma come un supporto.

Se in alcune realtà globali la trasformazione può partire da un uso ‘pilota’ dell’agentic AI, **in Italia c’è il rischio che tutto resti nella sperimentazione senza una visione strategica**. Ed è qui, allora, che le imprese devono chiedersi: siamo pronte a rivedere l’organizzazione del lavoro? **L’adozione dell’agentic AI richiede non solo automazione, ma anche un ripensamento di ruoli, reporting, responsabilità**.

Inoltre: abbiamo le competenze giuste? Non basta la formazione tecnica sull’AI: servono competenze manageriali nuove, capacità di orchestrare l’interazione con sistemi autonomi, cultura della sperimentazione. Infine: **siamo disposti ad assumere il rischio organizzativo?** Innovare significa anche accettare che i processi non saranno perfetti fin da subito, che occorrerà iterare e fallire in parte per imparare.

In un contesto di produttività stagnante, **la tecnologia può essere uno dei motori della ripresa.** Ma l’agentic AI, se non abbinata a un rinnovamento dei processi e a un cambiamento culturale, rischia di essere un esercizio di stile, piuttosto che una leva strutturale di crescita. **L’Italia ha un’opportunità**: non inseguire solo l’adozione, ma **guidare la trasformazione**, **disegnare modelli di lavoro che integrino l’autonomia dell’AI con la centralità del capitale umano**, e costruire un ecosistema in cui l’innovazione non resti isolata, ma si diffonda dentro la catena del valore. Senza questa reinvenzione, **rischiamo di rimanere indietro, ancora una volta**, non per mancanza di tecnologie, **ma per incapacità di ripensare davvero il modo in cui lavoriamo.**

L'articolo [Agentic AI, la tecnologia (quasi) sconosciuta](https://www.paroledimanagement.it/fabbrica/agentic-ai-la-tecnologia-quasi-sconosciuta/) proviene da [Parole di Management](https://www.paroledimanagement.it/).
